di Don Vito Caputo
-Sì?
-Puoi venire qui un momento, non riesco a risolvere una questione. – mi chiede il dott. Licalzi.
Lascio la mia collega al telefono che racconta di suo figlio ad un ispettore di polizia.
Due porte e sono nell’ufficio del dott. Licalzi.
-Eccomi. Di cosa hai bisogno?
-Ah, salvatore della patria! Vieni dentro, respira il profumo di Intelligenza!
Coglione.
-In quest’ufficio si lavora di concetto, si crea e si distrugge. Gli indirizzi, le strategie... tutto nasce qui. Annusa, non ti senti già più intelligente?
-Sì, infatti mi era parso. Di cosa hai bisogno?
-Eh, sto scrivendo un provvedimento. Alta legislazione. Sto maneggiando tante di quelle materie diverse... Se mancassi anche solo un giorno tutta questa enorme macchina sarebbe priva di direzione. Nessuno domina tutte queste materie insieme. Voi, di là, fate lavori di routine, più terra terra... Non prenderla nel modo sbagliato se dico questo, ma sai, qui si fanno lavori di alto profilo. Maneggio milioni come noccioline.
-Aha. Quindi. Di. Cosa. Hai. Bisogno.
-Ah, sì, giusto. Le vedi le prime quattro righe al computer?
-Quelle in maiuscolo?
-Esatto. C’è un modo farle diventare minuscole senza riscrivere tutto?
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martedì 30 novembre 2010
Quasi le 11
di Don Vito Caputo
Alle 11.05 in tutte le scuole c’è la merenda.
Io però lavoro in ufficio. Spulcio compravendite avvenute settant’anni fa.
La mia collega batte al computer e mi parla di suo figlio. Non sono sicuro che parli veramente a me.
Suona il telefono.
-Ehi, vieni qui, c’è una verifica urgente da fare!
Venti metri ed entro nell’ufficio tecnico.
Chiudo la porta. Il geom. Finozzi stappa una bottiglia di prosecco.
-Toh, verifica se è fresco abbastanza. – mi dice il geom. Zarra mettendomi in mano un bicchiere.
-Il capo?
-È via.
-Il mega capo?
-Via anche lui.
-La mortazza?
-In frigo.
Giornata finita.
Alle 11.05 in tutte le scuole c’è la merenda.
Io però lavoro in ufficio. Spulcio compravendite avvenute settant’anni fa.
La mia collega batte al computer e mi parla di suo figlio. Non sono sicuro che parli veramente a me.
Suona il telefono.
-Ehi, vieni qui, c’è una verifica urgente da fare!
Venti metri ed entro nell’ufficio tecnico.
Chiudo la porta. Il geom. Finozzi stappa una bottiglia di prosecco.
-Toh, verifica se è fresco abbastanza. – mi dice il geom. Zarra mettendomi in mano un bicchiere.
-Il capo?
-È via.
-Il mega capo?
-Via anche lui.
-La mortazza?
-In frigo.
Giornata finita.

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